ALTERED MATERIALS
- Piemonte | Torino
- Sfida: agricoltura
Altered Materials è una startup deep-tech torinese che sviluppa una tecnologia proprietaria di nano-incapsulamento biodegradabile per input agrochimici e biostimolanti. La tecnologia, microplastic-free e bio-reattiva, sincronizza il rilascio degli input con i segnali chimici della pianta, migliorandone l’efficienza fino al 30% a parità di resa.
Altered Materials nasce per affrontare in modo strutturale le inefficienze sistemiche dell’attuale utilizzo degli input agronomici. L’agricoltura moderna si basa prevalentemente su fertilizzanti, biostimolanti e prodotti per la protezione delle colture non incapsulati, caratterizzati da un’efficienza intrinsecamente limitata: fino al 50% dei nutrienti distribuiti viene perso per dilavamento, volatilizzazione o degradazione precoce, mentre oltre il 90% dei prodotti applicati per via fogliare non raggiunge il bersaglio.
Queste inefficienze generano circa 20 miliardi di euro di perdite annuali in Europa, oltre a impatti ambientali significativi su suolo e risorse idriche. Si alimenta così un circolo vizioso: suolo impoverito → minore efficienza degli input → aumento delle dosi per mantenere le rese → ulteriore degradazione.
Le alternative oggi disponibili non risolvono il problema. I biostimolanti soffrono spesso di instabilità e performance variabili, mentre molte soluzioni a lento rilascio si basano su meccanismi passivi e coating sintetici non biodegradabili, destinati a essere progressivamente esclusi dal mercato alla luce dell’evoluzione normativa europea (REACH e restrizioni sulle microplastiche).
La tecnologia: nano-incapsulamento biodegradabile attivato da segnali biologici
La piattaforma di Altered Materials si colloca all’intersezione tra incapsulamento avanzato, materiali sostenibili e innovazione negli input agronomici, introducendo un elemento di discontinuità rispetto alle soluzioni esistenti.
Il primo elemento distintivo è il meccanismo di rilascio biologicamente responsivo: le nanocapsule si attivano in risposta ai segnali biochimici emessi dalla pianta, in particolare agli essudati radicali. A differenza dei sistemi tradizionali basati su trigger abiotici (temperatura, pH, umidità), il rilascio è sincronizzato con i reali fabbisogni fisiologici della coltura, garantendo maggiore prevedibilità ed efficienza anche in condizioni di stress climatico, con una riduzione fino al 30% degli input applicati a parità di resa.
Il secondo elemento innovativo è la scala nanometrica delle strutture di incapsulamento, che consente un delivery più preciso e una compatibilità più ampia rispetto ai coating tradizionali micrometrici, estendendo l’applicabilità a un numero significativo di principi attivi e modalità d’uso (fogliare).
La piattaforma è inoltre supportata dall’integrazione sistematica di chimica computazionale e modellazione molecolare predittiva, che permettono di valutare stabilità e profili di rilascio in poche settimane anziché mesi, riducendo tempi e costi di R&D e accelerando il trasferimento tecnologico verso l’industria.
Efficienza, sostenibilità e accessibilità
L’obiettivo di Altered Materials è migliorare in modo sostanziale l’efficienza d’uso degli input agronomici, riducendone gli sprechi e generando risparmi misurabili a livello aziendale. Allo stesso tempo, la tecnologia è concepita per rendere scalabile e accessibile la precision agriculture, anche in contesti con minore digitalizzazione o in colture estensive.
La tecnologia si distingue per quattro elementi chiave: rilascio attivato biologicamente; efficienza anche in condizioni di stress climatico; adattabilità a colture e ambienti diversi; elevata scalabilità e possibilità di personalizzazione per i partner industriali.
Un modello di business B2B in full tolling
Altered Materials opera con un modello B2B full tolling rivolto ai produttori agrochimici e di biostimolanti
Il processo è semplice:
- Il partner conferisce il proprio formulato o principio attivo.
- Altered Materials applica la tecnologia di nano-incapsulamento.
- Il prodotto viene restituito pronto per la distribuzione con performance aumentata.
Questo modello:
• non richiede sostanziali modifiche agli impianti produttivi del partner
• consente di differenziare il portafoglio senza sviluppare nuove molecole
L’obiettivo di Altered Materials è quello di garantire maggiore costanza agronomica agli input, oltre a migliorare la marginalità del produttore sul formulato pari al 5–10% stimato. La struttura genera ricavi ricorrenti basati sui volumi incapsulati, con LTV stimato tra 1 e 3,5 milioni di euro per partner industriale.
Altered Materials si posiziona così come abilitatore tecnologico per la transizione verso un’agricoltura più efficiente, resiliente e conforme all’evoluzione normativa europea.
Un team interdisciplinare alla guida del progetto
Il progetto è guidato da un team con competenze complementari in chimica, materiali avanzati, biotecnologia e ingegneria:
• Marco Illich – CEO & Co-founder: strategia, fundraising, partnership industriali, go-to-market.
• Carlo Amata – CTO & Co-founder: sviluppo e ottimizzazione della tecnologia di nano-incapsulamento.
• Morena Rolando – CSO & Co-founder: validazione agronomica, prove in campo, interazione della tecnologia nel sistema suolo-pianta.
• Silvia Fraterrigo – COO & Co-founder: green chemistry, formulazione sostenibile, R&D operations.
Altered Materials collabora inoltre con Franco Aquistapace, specialista in chimica computazionale, che sviluppa modelli predittivi di dinamica molecolare per simulare stabilità e profili di rilascio delle molecole incapsulate, accelerando significativamente i processi interni di R&D.
Sul fronte strategico, la startup è affiancata da Enrico Castellani – Business & Strategy Advisor, manager con esperienza in ruoli di Sales e Strategic Marketing in multinazionali come Ferrero, BICC Cables e Kimberly-Clark e imprenditore con track record nella crescita di startup fino alla fase scale-up. Supporta Altered Materials nello sviluppo del modello industriale, nelle strategie di go-to-market e nella preparazione alle fasi di investimento.
La startup può inoltre contare su un advisory board scientifico composto da professori del Politecnico di Torino e dell’Università di Torino, con specializzazioni in biogeochimica, impianti chimici e materiali avanzati: un asset strategico per la validazione e lo scale-up della tecnologia.


