Cantine Ascheri: il grappolo is the king e crescere a misura è la strategia di sviluppo

Cantine Ascheri, fondate nel 1880 e oggi alla settima generazione, sono una delle rare cantine urbane rimaste in Langa. Con l’Albergo/Spa e l’Osteria Murivecchi, allo stesso indirizzo di Bra in via Piumati, costituiscono una enclave di accoglienza, dove si ospitano le persone e si creano vini secondo una visione del tutto personale.

I vini “unplugged” di Matteo Ascheri

Matteo Ascheri ha deciso di ridurre al minimo gli interventi in cantina per sottolineare la riconoscibilità del vino, così come succede nella musica acustica – unplugged – dove l’assenza di elettronica esalta la voce e il suono.

I suoi vini rappresentano una performance live, una risposta interpretativa personale del vigneto, della varietà e dell’annata – per racchiudere in bottiglia la memoria di ogni diversa vendemmia – in un settore in cui, attraverso gli strumenti enologici a disposizione, può succedere di scivolare nell’omologazione più totale.

Il capitale umano e sociale

Trattoristi, operai agricoli, tecnici e cantinieri – tutti collaboratori assunti, alcuni da oltre 25 anni – sono gli uomini e le donne che fanno la differenza.

Garantendo la stabilità dei lavoratori e la loro crescita professionale in azienda, Matteo Ascheri ha compiuto una scelta insieme etica e pragmatica: il maggiore costo aziendale di assunzioni dirette si trasforma, infatti, in certezza, esperienza e professionalità a vantaggio della conduzione puntuale dei vigneti e della cantina. Ogni operatore interviene quando la vite e il terroir chiamano, diversamente da quanto accade affidando i lavori a risorse esterne, ed è consapevole del proprio fondamentale ruolo nel processo di creazione, tanto che in vendemmia, rigorosamente manuale, ogni cassetta ha il nome di chi cura la raccolta.

Grape is the king

Cantine Matteo Ascheri coltiva i principali vitigni autoctoni piemontesi: Nebbiolo, di cui circa 20 ettari tra La Morra, Verduno e Serralunga d’Alba sono dedicati alla produzione dei Cru di Barolo (M.G.A. Sorano, Pisapola, Ascheri e vigna Coste&Bricco); Barbera e Dolcetto, varietà storiche a cui la famiglia Ascheri è profondamente affezionata; e poi Pelaverga e Arneis a cui si aggiungono Gavi e Moscato da vigneti in affitto gestiti direttamente. Nel 1993 Matteo Ascheri – primo in Piemonte – impianta, sulle colline a ridosso della cittadina di Bra nelle prime propaggini del Roero, anche Viognier e Syrah in regime sperimentale, sotto la supervisione dell’Istituto Sperimentale di Viticoltura di Asti per ottenere l’autorizzazione alla produzione in Piemonte, rilasciata nei primi anni duemila.

La cantina urbana. Una questione di scelte

Le Cantine Ascheri hanno le loro origini a La Morra nella località Ascheri, toponimo che prende il nome dalla famiglia, dove si trovano le vigne storiche. Nel 1880 la produzione di vino si sposta a Bra, all’epoca centro nevralgico del commercio piemontese, dove tra l’altro nasce il primo Barolo venduto in bottiglia con l’etichetta “Cannubi 1752”. Il trasferimento è motivato da esigenze logistiche: la vicinanza alla stazione ferroviaria di Bra permette, infatti, di spedire agevolmente le partite di Barolo verso la Casa Reale Sabauda a Torino e in altre parti d’Italia. Con l’avvento del trasporto su gomma, la famiglia Ascheri sceglie di restare a Bra, dove oggi è l’unica cantina storica urbana rimasta in città.

Scelta ribadita nel 2003, durante un’importante fase di ristrutturazione aziendale quando Matteo Ascheri, subentrato al padre Giacomo alla guida dell’azienda nel 1988, decide di mantenere la cantina a Bra e riqualificare gli edifici di proprietà costruiti negli anni ’50, rendendoli contemporanei e funzionali, ribadendo con orgoglio la propria storia ed evitando di consumare nuovo suolo e alterare il paesaggio di Langa.

Contemporaneamente, la famiglia decide di limitare la propria produzione per rimanere un’azienda di dimensioni artigianali, non aumentando i terreni vitati e la produzione di bottiglie evitando così un circolo gestionale vizioso: impiantare più vigne significa più occupazione di suolo e maggior impatto ambientale, più problemi di manodopera con rischi di gestione legati all’eticità dei rapporti di lavoro, più circolazione di mezzi e alla fine più prodotto da vendere.

Invece di crescere verticalmente, Matteo Ascheri attua, negli anni, una politica imprenditoriale di differenziazione affiancando all’attività di produzione del vino quella enoturistica – l’Osteria Murivecchi aperta nel 1993, l’Albergo Cantine Ascheri nel 2005 e, nel 2022 la SPA Gallery – entrambe gestite dalla grande famiglia Ascheri formata dal nucleo originario e dalle famiglie dei dipendenti che si succedono, anch’essi, di generazione in generazione.

Scopri di più su: https://www.matteoascheri.it/